giovedì 28 febbraio 2008

DOV'ERA FINITA LA DESTRA ITALIANA?


Ci stiamo ancora pensando. Vogliamo attendere l'esito delle elezioni politiche del 13 e 14 aprile.
Ci stiamo chiedendo molte cose, a partire dalle modalita' di gestione dei partiti politici, nell'ottica di quanto sancito dalla Costituzione.
"Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale": cosi' recita l'articolo 49.
E' su quel "metodo democratico" che stiamo ancora interrogando le nostre coscienze. Ma anche sul confine tra libero esercizio delle proprie prerogative di alto dirigente politico e la libera interpretazione delle coscienze di coloro i quali hanno il diritto di sentirsi correttamente rappresentati.
Forse pensando al concetto di "responsabilità" potremmo dare il giusto valore alle scelte di chi gode di posizioni gerarchiche favorevoli. Responsabilita' che esclude l'impunità, che non elude la rappresentatività, che necessita ad una comunità democratica. Responsabilità che presuppone rispetto di chi conferisce il mandato elettorale. AN viene sciolta con dichiarazioni fulminanti, con un vero e proprio scoop del suo presidente nazionale, Gianfranco Fini. La visione di un grande partito del centrodestra italiano ci affascina e appare necessaria, sempre che se ne condividano valori e programmi. Sempre che non si perda tempo con i giochetti delle candidature e si ascoltino i territori, i circoli politici, i cittadini comuni. Tra le priorita' democratiche inseriamo la necessita' di consentire agli elettori la preferenza per i singoli candidati nell'ambito degli schieramenti costruiti a livello centrale, facendo si' che tutti coloro i quali sono presenti nelle liste lavorino e si facciano conoscere al meglio sul proprio territorio, eliminando la solita e dannosa "sordita'" dei vertici nazionali verso la nostra regione. Questo fondamentale passaggio, che vorremo fosse attivato dal centrodestra, vincolerebbe, tra l'altro, i partiti a scegliere uno ad uno i candidati, a fare una selezione che escluda imbroglioni trasversali e trasformisti e non sia concetrata solo sui "capilista" che ottengono privilegi da Roma. Per il momento cogliamo l'occasione di schiodare dalle poltrone i "sinistri" che vi sono incollati da anni e cominciamo a sbloccare l'Italia.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

la vera destra è stat rifondsata è rinata si chiama LA DESTRA


VOTATE LA DESTRA CON SANTACHè PRESIDENTE

Presidente Marnox ha detto...

Che peccato essersi divisi! Si creera' solo spendita di voti!

michele ha detto...

Mi associo al commento dell'anonimo:

www.ladestrapiazzabologna.blogspot.com

la divisione della Destra Italiana è per colpa di chi ha voluto tutto ciò! Di chi avrebbe voluto (e forse otterrà) che dopo 60 anni non entrasse in Parlamento un gruppo delle Destra costituita come DESTRA.
Il PDL, come meglio specificato e sottolineato più volte dai suoi stessi dirigenti, è un parito di centro.